A PROPOSITO DEL “ CASO” ITALIA, DEL GOVERNO MONTI E DEL CHE FARE

Si è parlato molto del “ caso” Italia in relazione al suo abnorme debito pubblico e alla possibilità di una bancarotta se non si fossero adottate le misure dettate dalla BCE e dalla UE o meglio dal duo Merkel-Sarkozy e in definitiva dalla Merkel, primo ministro della “ locomotiva” d’Europa.
Intanto una bancarotta italiana era ed è da escludere in quanto provocherebbe un effetto domino che comporterebbe la liquidazione della UE e dell’euro, per cui la UE  farebbe di tutto per impedirlo, date le conseguenze economiche, non esclusa la scomparsa del mercato comune, con conseguenze disastrose in primis sulle esportazioni della Germania.
Le elezioni anticipate non avrebbero comportato la bancarotta,da un lato avremmo pagato un più alto prezzo economico.e dall’altro un governo eletto a maggioranza di centrosinistra avrebbe potuto definire una diversa manovra, più equa.
Intanto il nostro deficit pubblico continua a crescere in conseguenza dello spread cioè del divario dei rendimenti  tra i nostri titoli pubblici e quelli europei e della Germania in particolare, nonostante Monti e le sue misure recessive da 35 miliardi di euro dopo quelle di Berlusconi e anche dopo le future, scontate, se dello stesso tenore neoliberista
Dopo la liquidazione del governo Berlusconi una crisi del governo Monti, dopo l’approvazione del suo pacchetto di misure lacrime e sangue, aprirebbe la strada a elezioni anticipate, ad un nuovo governo che potrebbe modificare le misure prese, proporne di nuove, eque
In realtà si può parlare di “ caso” Italia per altre ragioni, diverse da quelle dette,  per le sue caratteristiche e anomalie che hanno a che vedere col debito pubblico, con la sua crescita iniziata negli anni ’80, quelli del governo Craxi e della “Milano da bere”:e con la sua riduzione tramite misure, non solo più eque, bensì realmente eque, prive di iniquità
-Siamo stati l’unico paese europeo in cui ha potuto governare l’uomo più ricco d’Italia proprietario di banche,  di un impero mass mediatico che va dalle TV nazionali a quelle locali,col controllo anche delle reti pubbliche, dall’editoria ai quotidiani, per cui data l’importanza cruciale dei mass media per orientare e condizionare l’opinione pubblica e gli elettori e tenuto conto di come il premier ha usato il governo e quali interessi ha tutelato, la degenerazione della democrazia, o meglio e più correttamente della plutocrazia corporativa, cioè del governo dei ricchi unito al potere delle caste, è  molto più avanti rispetto agli altri paesi europei; Il paese dove le caste derivano intatte dalle corporazioni dell’epoca fascista  e, per il potere che hanno,controllano, condizionano, e  addirittura gestiscono le istituzioni democratiche, a cominciare dal Parlamento, ai Consigli di regioni e province fino ai comuni più importanti, gli apparati dello Stato,il sistema bancario, l’economia, la finanza e ogni centro di potere, in collusione con i partiti
- Siamo di gran lunga il paese col più alto tasso di corruzione, ( 70 miliardi di euro) dopo la Grecia,di evasione fiscale, (275 miliardi di euro!) e coi costi della politica più alti in assoluto, sia per gli emolumenti e i privilegi personali dai parlamentari ai presidenti e consiglieri regionali e provinciali e dei Comuni più grandi, sia per gli apparati dei partiti assolutamente senza paragoni per entità ( oltre cinquecentomila addetti ),  che si sono spartiti tutte le cariche pubbliche, le poltrone, dai Comuni in su e dei consigli di amministrazione e non solo.
- Siamo l’unico paese che nella Costituzione repubblicana, con l’Articolo 7 , votato anche dal PCI , sancisce la non totale laicità dello Stato e del Concordato tra Stato e Chiesa Cattolica firmato dall’ex socialista  Mussolini e confermato dal socialista  Craxi, che,  conferisce privilegi alla Chiesa e potere di condizionamento tipico di una Chiesa di Stato, con l’insegnamento della religione cattolica  nelle scuole pubbliche, con la sua costante interferenza nelle decisioni dei governi, attinenti non solo la sfera etica ma anche quella dei diritti civili, esentata dal pagamento dell’ICI non solo per i luoghi di culto, che è giusto, ma per tutte le altre proprietà immobiliari ad uso commerciale, che abbiano una cappelletta per il culto, privo di riscontri negli altri paesi europei, protestanti, eccezion fatta per Irlanda,Polonia e Spagna ma che non hanno Concordati simili al nostro
- Siamo l’unico paese europeo in cui la figura del dipendente precario compare prima nel settore pubblico, in entità abnorme, nella Pubblica Istruzione, nella Sanità, nelle Poste e fa da battistrada alla sua comparsa nel settore privato, dove è dominante nelle piccole fabbriche , il 95% del nostro apparato industriale, nel commercio, nel turismo ecc.. Una figura discriminata contrattualmente, con la disparità dei diritti a fronte dei pari doveri, per la quale è preclusa la progressione retributiva e non sono previsti ammortizzatori sociali e che comporta la precarietà della vita e l’impossibilità di fare progetti per il futuro, licenziata alla scadenza del contratto a termine. Una figura assolutamente dominante ormai nella forza lavoro giovanile, dove prevale anche la disoccupazione, ma presente anche negli over cinquanta licenziati :: precarietà come anticamera della disoccupazione e non dell’inserimento stabile nel lavoro.
- Siamo i primi per il tasso di disoccupazione più alto in Europa., mentre siamo gli ultimi per i livelli retributivi dei lavoratori con contratto a tempo indeterminatocce, a rigore, non vuole dire per sempre e infatti non lo è e delle pensioni : i livelli retributivi del lavoro dipendente sia pubblico che privato,  sono la metà rispetto agli altri paesi europei, tagliti nel potere d’acquisto sin dagli anni ’90,mentre gli alti manager hanno le retribuzioni e i benefit più alti, con liquidazioni d’oro anche nei casi in cui hanno portato al fallimento le loro aziende o vengono inquisiti per corruzione e tangenti.
-Siamo all’ultimo posto anche per lo stato sociale, sia in termini quantitativi che qualitativi, a partire dagli asili nido pubblici, che coprono solo il 18% delle richieste e costringono ad andare in quelli confessionali a pagamento, fino alla mancata assistenza per la vecchiaia, disponibile solo a pagamento
- Siamo l’unico paese in Europa dove una multinazionale, la Fiat-Chrysler,con l’assenso di CISL,UIL e UGL abolisce il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, che sancisce i livelli salariali minimi, i diritti normativi, la licenziabilità per giusta causa e i diritti sindacali, con l’avallo del governo Berlusconi, nonostante sia un’impresa che ha usufruito e usufruisce dei finanziamenti da parte dello Stato ( oltre 200 miliardi di euro!) e fa da battistrada di fatto a decisioni analoghe negli altri comparti industriali.
- Siamo l’unico paese il lavoro dipendente, precario e noe i pensionati pagano  il 93% del gettito fiscale e tutti gli altri, il popolo delle partite IVA pagano e le imprese pagano solo il 7% L’intero popolo delle partite IVA evade , paga meno dei propri dipendenti, assieme ai commercianti e in parte agli imprenditori, dopo essere stati ripetutamente condonati e poi  scudati da Berlusconi,per il rientro dei capitali illecitamente esportati, con una multa ridicola, con l’anonimato, che ha permesso il riciclaggio del denaro sporco delle mafie, alle prime voci di possibile bancarotta e di tassa sui patrimoni e di lotta all’evasione fiscale, ha  riesportato i propri capitali all’estero, senza che nessun governo in passato né quello attuale, chieda alla Svizzera, alla Repubblica di San Marino e agli altri paradisi fiscali europei, di rendere noti i nominativi dei conto correntisti e degli intestatari delle cassette di sicurezza, analogamente a quanto fatto e ottenuto da Francia e Germania.
- Siamo l’unico paese europeo con un governo costituito da un premier e da un pool di esperti come ministri, non eletto dal  Parlamento dopo elezioni politiche, bensì espressione diretta  delle banche e della BCE , che nel seguire  le direttive che arrivano dalla UE relative alla riduzione del debito pubblico, opera scelte ideologiche neoliberiste e quindi politiche, per cui non è affatto un governo tecnico neutrale e c’è da chiedersi seriamente se si possa ancora parlare di democrazia rappresentativa. Siamo passati, unici in Europa, dalla plutocrazia corporativa comunque eletta alla plutocrazia corporativa e tecnocratica,non eletta
. Le misure da 35 miliardi di euro di Monti, sono costituite in gran parte da aumento delle tasse e quindi colpiscono chi le tasse le paga. Manovre recessive in un paese già in recessione che comportano riduzione ulteriore  dei consumi, chiusura di fabbriche e aumento della disoccupazione. Parlano di una seconda fase di misure per la crescita. E’ una mistificazione. Il 95% del nostro settore industriale è costituito da piccole fabbriche, non in grado di fare innovazione, in gran parte caratterizzate da lavoro precario e in nero : chi dovrebbe garantire questa crescita ?L’auto, in crisi? Il turismo in calo ?  La casta padrona e dirigente hanno distrutto o venduto all’estero tutte le grandi imprese ad elevata tecnologia, le sole che avrebbero consentito competitività e innovazione nel teatro della globalizzazione   
Come si vede il nostro paese è veramente un “ caso” per le sue caratteristiche e anomalie ed è il laboratorio-banco di prova, dove si sperimenta il superamento della democrazia liberale e costituzionale, a cominciare dalla sua sospensione temporanea e dalla sua degenerazione neoliberista in plutocrazia corporativa tecnocratica, dove il mercato e le banche, dopo la fase in cui dettano le scelte alla politica, ora governano direttamente. Siamo arrivati alla democrazia come merce di scambio sul mercato.
Dopo il governo del proprietario di un’impero mass mediatico che, già costituiva uno stravolgimento delle regole di una democrazia, ora è stato attuato un passaggio cruciale, è stata violata la Costituzione,con l’assenso della Presidenza della Repubblica che addirittura se n’è fatto promotore e di tutti i partiti, tranne la Lega e IDV. Il tutto  tramite una campagna propagandistica e terroristica dei mass media, senza eccezioni, per salvare il Paese dallo spettro della  bancarotta.
Ma il Paese in primo luogo siamo noi, i cittadini che devono essere tutelati perché vittime della crisi e dei suoi costi che paghiamo al posto di chi la crisi l’ha provocata e di chi ci si arricchisce e poi le Istituzioni previste dalla Costituzione
Resta il fatto incontestabile che , analogamente ai paesi del nord Europa, se le tasse le pagassero tutti, se venissero tassati i patrimoni immobiliari e le transazioni finanziarie, se venissero tagliate le province e gli emolumenti e i privilegi della politica e la sua lottizzazione di tutte le poltrone istituzionali, portandoli al livello degli altri paesi europei e i privilegi della Chiesa, si potrebbe ridurre il debito pubblico fino ad annullarlo e non ci sarebbe alcun bisogno di manovre d’emergenza, di lacrime e sangue.
Non è difficile, non c’è niente da inventare ex novo, basta guardare come hanno fatto i paesi del nord Europa o gli USA, dove chi evade va in galera e i cittadini possono detrarre le spese analogamente al popolo delle partite IVA e degli imprenditori
Per quanto riguarda il governo Monti, la prima cosa da dire quindi è che  non è affatto un governo tecnico e neutrale, bensì politico e di parte per le scelte politiche relative alle misure che ha preso, che non sono affatto eque bensì inique, in quanto sono espressione  piena dell’ideologia capitalista neoliberista, che non è affatto neutrale e  prevede l’attacco dei capitalisti  e dei ricchi allo stato sociale, cioè di tutti i servizi pubblici, privatizzazioni a costi ridicoli e deregolazione dei mercati e delle banche, che vengono tutelate e finanziate, per arricchirsi ulteriormente, con l’impoverimento di tutti gli altri, dei ceti medi e bassi, per cui è lo strumento della loro lotta di classe dei capitalisti e dei ricchi contro i lavoratori e tutti gli altri,dominante in Europa, con quasi tutti i governi di centro destra, con l’eccezione di Danimarca e Austria.
Nell’ambito culturale e ideologico del capitalismo neoliberista, non vi sono solo partiti conservatori, si sono allineati anche governi socialisti, a cominciare con quello del laburista Tony Blair che attua il programma della Tachter, quello di Zapatero, con la sua Reforma Laboral, quello di Papandreu, che attuano le misure imposte dalla BCE e dal duo Merkel Sarkosy.
Nei casi migliori i governi socialisti, come quello di Zapatero, si sono distinti per una politica progressista nell’ambito dei diritti civili.
In tutti questi casi comunque si è passati a governi neoconservatori tramite elezioni democratiche o accordi tra i partiti di governo e opposizione, nel rispetto delle regole della democrazia.
Come è potuto accadere questa degenerazione della nostra democrazia, senza che la popolazione e le forze sociali e politiche progressiste e di sinistra non siano insorte?La prima risposta banale è data da una metafora: se si getta una rana nell’acqua bollente, salta fuori mentre se si mette nell’acqua fredda e si fa bollire lentamente, muore lessata senza rendersene conto:
Fuor di metafora, ci hanno assuefatto alla democrazia incompiuta sin dal dopoguerra ,che non ha mai attuato in pieno la Costituzione, che non vede l’uguaglianza di tutti i cittadini sul piano delle pari opportunità, di fronte alla legge che non è uguale per tutti e sul piano di un’equa distribuzione della ricchezza prodotta col lavoro, che consenta una parità delle opportunità  e alla sua degenerazione graduale. La casta dei partiti ha garantito solo se stessa,i suoi p0rivilegi, per perpetuarsi Ci hanno detto e ripetuto che la democrazia è garantita dal voto che delega i partiti a governare e che , una volta eletti fanno quello che vogliono, senza vincoli di mandato e occupando tutte le poltrone delle istituzioni dai comuni in su, fino al Consiglio Superire della Magistratura e delle reti RAI, fondamentali per condizionare i cittadini.
In questi anni  il sistema dei mass media, che nel nostro paese non è indipendente e con la lottizzazione della RAI,il cui potere è tale da essere chiamata <<mediocrazia>>, ha svolto un ruolo decisivo nel condizionamento e nel creare consenso alla casta politica, senza mettere in discussione i privilegi delle tante caste oltre a quella politica e poi con l’accettazione e la propaganda  dell’ideologia del capitalismo neoliberista, parole divenute tabù, divenuto pensiero unico arrivando, nella crisi iniziata ne 2008  fino al presente, a un vero e proprio terrorismo mass mediatico, da  Shock Economy del debito pubblico e del rischio di bancarotta, per legittimare la assoluta necessità di un governo di tecnici economisti espressione del sistema bancario, a cui dare carta bianca, dimenticando che non esistono tecnici neutrali e sancendo la preminenza dell’economia sulla politica e il governo delle banche..
La UE ci chiede un pacchetto di misure per ridurre il debito pubblico, il pareggio di bilancio e la crescita produttiva; non entra e non può entrare nel merito delle misure prese dal governo di uno Stato Nazione, misure che sono a sua totale discrezione
La tanto sbandierata equità delle misure prese, avrebbe dovuto tenere conto della condizione iniqua di  partenza, oltre che del quadro delle caratteristiche del “ caso” Italia, con misure tese a eliminare le sue anomalie, a partire dallo stabilire, in particolare, a chi spetta pagare i costi della crisi e cioè chi l’ha causata e chi non ha mai pagato, tenuto conto che il dato di fatto discriminante da cui partire è quello di chi paga le tasse per tutti, per lo stato sociale e i servizi pubblici per tutti,  cioè il lavoro dipendente con contratto a tempo indeterminato o precario e i pensionati, che pagano  con ritenute alla fonte.
.Un pacchetto di misure che non tiene conto di questo dato di iniquità di partenza, che  non inizia ad elimìnare le  anomalie del “caso” Italia non solo è iniquo ma, se colpisce chi le tasse le paga per tutti, è lo strumento di un attacco senza precedenti dei capitalisti i ricchi e gli evasori, contro i lavoratori precari e non, contro i pensionati e i giovani e le loro condizioni di lavoro, di vita e il loro futuro.  
Il pacchetto di misure viene modificato solo marginalmente dalla trilaterale PDL, PD, UDC, con emendamenti, briciole, il classico piatto di lenticchie, alle misure più inique,che fanno scalpore, che devono trovare la copertura economica; emendamenti concordati e limitati dai veti incrociati, a cui il PDL, in nome della continuità col governo Berlusconi impone veti alla  patrimoniale, alla lotta all’evasione fiscale e alla messa all’asta delle frequenze TV per tutelare Mediaset
Di fatto Berluscono detta le condizioni del suo sostegno al governo che , non solo risulta condizionato dal Cavaliere, ma ne diventa strumento, per prendere le misure che vanno bene al Cav.
Sull’esenzione dell’IMU alla Chiesa, concordano tutti e tre, per gli immobili non di culto, ad uso commerciale, di cui proprio Bersani come ministro aggirò il pagamento dell’ICI, a condizione che vi fosse una cappelletta.
Anche questi emendamenti limitati vengono fatti apparire come grosse concessioni, in forse fino all’ultimo, allo scopo di toglierci dalla mente modifiche significative o ribaltamento dell’intero pacchetto di misure, che non è l’unico possibile e che, a rigore, potrebbe essere totalmente diverso, se compatibile con quello che ci viene chiesto dalla UE\\.
Questa “alleanza” PDL,PD, UDC a sostegno di Monti, costituisce il banco di prova per una futura alleanza alle prossime elezioni politiche Il timore di una possibile alleanza della trilaterale alle prossime elezioni  la teme  IDV che vota contro le misure del governo e prosegue per la sua strada, nonostante le minacce del PD, che teme un’emorragia di voti verso Di Pietro e Vendola.
Sicuramente l’emorragia di voti investirà molto più il PD che non PDL o UDC, perché l’ elettorato di questi è meno colpito dalle misure e addirittura tutelato  nel caso degli evasori e dei proprietari di grandi patrimoni.
Il governo Monti consente al PDL di recuperare la credibilità e consenso elettorale, crollato nell’ultima fase del governo Berlusconi mentre delude le aspettative dell’elettorato PD, con l’UDC che vede nascere  il proprio ruolo di ago della bilancia di una futura coalizione a tre.
L’opposizione della Lega è puramente strumentale e mistificatoria, cerca di far dimenticare il suo sostegno a oltranza al Cavaliere, il suo assenso alle misure antipopolari di Luglio  e avrebbe approvato un pacchetto simile a quello di Monti se fosse sopravvissuto il governo; cerca di recuperare il consenso perso in vista delle prossime elezioni, dopo avere collaborato a portare il Paese sull’orlo del baratro prolungando l’agonia del governo ad ogni costo e il costo e chi lo paga si è poi visto. Si tratta del solito teatrino della politica, di un’opposizione di facciata che non esclude affatto alleanze per le prossime elezioni .
Si conferma una vocazione suicida storica del PD analogamente al PCI, PDS, che in nome della salvezza del Paese hanno dato una mano a colpire il popolo che del Paese è la principale espressione, a cominciare dalla collaborazione del PCI di Togliatti Ministro della Giustizia che interruppe ogni epurazione dei fascisti dagli apparati dello Stato e votò con la DC del governo De Gaspari , a favore dell’articolo 7 della Costituzione che sanciva i privilegi della Chiesa e la non completa laicità dello Stato; del PDS di Berlinguer al governo Andreotti e alle sue misure antipopolari, tra cui il taglio dell’indicizzazione delle liquidazioni; all’attacco alle pensioni con la “ riforma Dini” e il passaggio parziale dal retributivo al contributivo; che ha comportato il loro taglio drastico ; con l’appoggio all’ingresso nell’euro da parte di Ciampi , di per se opportuna per uscire dalle svalutazioni a due cifre della lira, ma che non prevedeva alcun controllo sui prezzi, tramite il doppio prezzo in lire e in euro,che il governo Berlusconi non introdusse, favorendo commercianti e liberi professionisti, con l’euro valutato a mille lire; con  il ministro della pubblica istruzione, Berlinguer, che voleva tagliare un anno di istruzione pubblica e introdusse la dirigenza per i presidi, primo passo per introdurre una gerarchia di tipo aziendale e col governo Prodi, che depenalizza il falso in bilancio,  finanzia le scuole private e taglia cattedre e posti di lavoro a tempo indeterminato, soppiantati da docenti e personale ATA precari, governo che attuò provvedimenti in due tempi, prima i sacrifici di Padoa Schioppa imposti al proprio elettorato e poi il “ tesoretto” da distribuire e invece scippato dalla crisi di governo : il centro sinistra a guida veltroniana del PDS perse 4 milioni di voti e riportò al governo Berlusconi ; per arrivare ad oggi in cui l’innalzamento  dell’età per la pensione di fatto taglia ed elimina le pensioni di gran parte dei giovani precari, che non sanno neppure a che età potranno andarci in pensione, se ci andranno
Altro che “patto generazionale”, dopo avere cercato inutilmente di mettere i giovani contro i loro genitori “ privilegiati”(!) L’unico aiuto reale è quello dato dai genitori e dai nonni pensionati ai figli precari o disoccupati, che sarà ridotto dalle misure economiche attuali che ne tagliano il potere d’acquisto.
Superfluo dire che tutti i partiti e governi hanno aumentato i privilegi della casta politica, dai parlamentari ed europarlamentari, i più pagati in Europa, ai presidenti di Regione, che guadagnano di più di un governatore di uno stato degli Stati Uniti  e che hanno occupato tutte le poltrone, dai Comuni in su.
Non sarà certo la casta a rinunciare ai propri emolumenti, privilegi e alla lottizzazione di tutte le cariche pubbliche
 E’ bene ricordare che il capitalismo neoliberista appare sulla scena mondiale col golpe di Pinochet, che attuò in pieno le sue ricette, tortura e uccisione degli oppositori compresi. Già è proprio così perche il neoliberismo appare come Shock Economy, abbinato alle pratiche dei manuali CIA di tortura e di annientamento della capacità di reagire, per fare tabula rasa dello stato sociale e dei diritti sindacali e civili,oltre che in diversi colpi di stato e sempre con la riduzione dei diritti civili, di eguaglianza e della democrazia, perché il neoliberismo è incompatibile con la democrazia, delle pari opportunità per tutti,.della equa distribuzione della ricchezza prodotta e la riduzione delle disuguaglianze sociali.
In Europa e in Italia fa la sua comparsa con la crisi del petrolio del 1974 e con “l’austerità” e il “ rigore”che si basa sulla lotta all’inflazione, con tutto quello che ne consegue; altra causa fu il conflitto tra classe operaia e industriali, sulla ripartizione dei profitti che generò la ricorsa tra salari  e profitti e quindi l’inflazione Si tratta di politiche che arricchiscono i ricchi e impoveriscono tutti gli altri,  e misure recessive che aumentano la disoccupazione e comprimono i consumi,; inizia così l’attacco allo stato sociale..
Con queste misure recessive e tenuto conto della realtà industriale fatta di piccole fabbriche nel nostro paese, non è possibile alcuna crescita, nell’arena della globalizzazione.Chi e come la dovrebbe innescare?
Subentra al keinesismo di Roosvelt come risposta alla crisi del ‘29 che si fonda sulla lotta alla disoccupazione, con l’affermazione dello stato sociale e il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione e l’affermazione di nuovi diritti, più spesa sociale, più servizi pubblici, più investimenti in infrastrutture o nelle energie rinnovabili indipendentemente dalla crescita del debito pubblico, che non si verifica nelle socialdemocrazie del nord Europa, che ammodernano lo Stato e forniscono servizi pubblici di qualità, in cambio di alte tasse che pagano tutti.
La crisi del 2008 che perdura ancora oggi , scatenata dalle banche e da Wall Street, con lo scoppio della bolla speculativa è molto più grave di quella del ’74 e nasce dalla dall’illusione dei mutui sub prime, cioè del credito ai debiti, dalla disparità  tra una minoranza di privilegiati, l’uno percento e il resto della popolazione, il 99%, che ha raggiunto i massimi storici e, in questo senso è un conflitto di classe;  dal conflitto distributivo, non più solo tra capitalisti e gli operai sconfitti, bensì tra Occidente e Oriente, tra Nord e Sud, per la ripartizione globale di risorse naturali, redditi e capitali, col declino dell’Occidente.
Da questa crisi non si esce senza mettere in discussione il modello di sviluppo e  dei valori dominanti e l’ideologia neoliberista che vi sottende.
Oggi, a differenza del ’29 e del ’74 ,da un crac in Borsa i privilegiati possono tutelarsi in tanti modi, i loro hedge fund girano di volta in volta tra franco svizzero e oro, (esportato in Svizzera a tonnellate dai ricchi italiani) materie prime, o la speculazione ribassista che crea guadagni per pochi, per di più in molti paesi occidentali si possono stracciare contratti sociali impunemente, perché della coesione nazionale chi sta in alto non ha più bisogno, vedasi Marchionne. Il tutto si accompagna a derive plutocratiche e corporative delle democrazie liberali.
Ecco, questo è il contesto in cui si collocano le misure neo liberiste e recessive del governo Monti che ne richiederanno ancora altre dello stesso tenore, visto che il debito pubblico continua ad aumentare e lo spred non cala, in una spirale recessiva e di impoverimento delle classi subalterne, senza fine, se non si ribalta questa logica con la mobilitazione, con le lotte..
Non è superfluo dire che di fatto esiste la possibilità  una manovra alternativa, basata sulla eliminazione delle anomalie del “ caso” Italia, che potrebbe inquadrarsi in una logica di lotta di classe dei lavoratori precari e non, dei pensionati e dei ceti medi e bassi contro il capitalismo neoliberista, i cui costi potrebbero essere ampiamente pagati dalla lotta all’evasione fiscale, dalle imposte sui grandi patrimoni immobiliari e finanziari, dal taglio drastico dei costi della politica, ma nessuna forza politica di sinistra o movimento organizzato se ne è fatto carico, nè gli indignati che per ora sono espressione di una minoranza, in buona parte studentesca.
Stiamo dimenticando che una guerra di trincea o di sola resistenza logora chi è sotto attacco e subisce l’iniziativa del nemico di classe. Occorre riprendere l’iniziativa
Io credo che i movimenti e le forze politiche e sindacali che li appoggiano potrebbero, dovrebbero fare un loro Manifesto Politico Programmatico, con un  pacchetto di misure anti crisi, una vera e propria Piattaforma Nazionale Unitaria dei Cittadini che raccolga le proposte e gli obiettivi concreti alternativi alle misure del governo, su cui coagulare il consenso e questa potrebbe essere una campagna elettorale per portare in Parlamento e nei consigli comunali e regionali i  rappresentanti dei movimenti di base e i cittadini comuni e da qui potrebbe iniziare la rigenerazione dal basso della democrazia nel nostro paese.
Io credo che contro queste misure sia necessario passare dall’espressione di disperazione e di indignazione, alla mobilitazione attiva contro e per, dal basso, autogestita perché i sindacati gialli che firmano gli accordi separati con Marchionne che chiede e ottiene la cancellazione dei contratti nazionali e chiedono l’allontanamento della FIOM dal tavolo delle trattative, faranno  scioperi di facciata, solo per non perdere troppi iscritti e sono ormai nemici di classe.
La manifestazione di disperazione e le lacrime, per indurre compassione e solidarietà non fanno alcun effetto ai potenti, che non sanno neppure cosa siano questi sentimenti.
Occorre andare oltre, esprimere indignazione e rabbia, determinazione nel contrastare le misure di Monti 
La FIOM , come potenziale alleata dei movimenti di base sarà valutata sulla base di una  piattaforma che preveda la stabilizzazione dei lavoratori precari, dalla loro parità normativa che comprenda il diritto alla cassa integrazione e la richiesta di un salario sociale. Una piattaforma che oggi non potrà essere ratificata dal contratto nazionale dei metalmeccanici, ma che può diventare la base per un confronto con i movimenti di base, per una mobilitazione comune, su obiettivi condivisi e una piattaforma generale comune.
E’ l’ora che operai studenti, pensionati e movimenti di base, siano uniti in una lotta comune.
Per finire è bene tenere presente che gli scioperi costano e molti non possono rinunciare a quella parte di salario, per cui si dovranno utilizzare forme di lotta poco costose, eclatanti, clamorose, che sfondino sui mass media, che consentano di accumulare consensi e forza, quella dei numeri oltre che quella della ragione, con raccolte di firme. Allora diventerà possibile utilizzare lo strumento referendario, le petizioni popolari e vere e proprie proposte di legge.popolare
Credo che l’esperienza delle lotte dei docenti precari della fine del ‘900 possano essere utili in proposito
Il “ caso “ Italia presenta altre caratteristiche peculiari che hanno a che vedere con il senso dello Stato, il bene pubblico e di conseguenza con la qualità dei servizi pubblici.
Le istituzioni statali e pubbliche, con i loro apparati di vertice e intermedi passano pressoché inalterate dal ventennio fascista al quarantacinquegnio democristiano, si caratterizzano per le assunzioni clientelari in primis dei partiti governativi ma anche di opposizione, che governano nelle regioni “ rosse” con gli stessi criteri.
I dipendenti assunti con la lettera del parroco o per raccomandazione e non per i propri meriti, sentono di dovere rendere conto ai propri padrini e non alla cittadinanza al cui servizio dovrebbero essere e questo spiega una mentalità che non ha il senso del servizio pubblico ai cittadini, la mancanza del senso del dovere e dell’efficienza e della qualità del servizio pubblico, che si affianca alla lottizzazione delle cariche e a criteri di gestione disastrosi e attenti solo ai tornaconti personali dei vertici e spiega  molte delle  carenze e inefficienze dei servizi pubblici.. .
Questo costituisce un limite alla adesione dei cittadini ad una politica che incrementi e tuteli i servizi pubblici, della cui qualità i cittadini si lamentano e che considerano i dipendenti pubblici come privilegiati e scansafatiche, anche se da tempo non è più così, e spiega altresì la scarsa partecipazione agli scioperi per non dire alle manifestazioni in piazza dei dipendenti pubblici che, viceversa, è massiccia e imponente ad esempio in Francia, dove abbattono governi.
L’assoluta mancanza di senso dello stato della Democrazia Cristiana che ne fa un uso strumentale alla perpetuazione del proprio potere si abbina e trova espressione nella mancanza di rispetto e tutela del bene pubblico, da parte dei cittadini, che non considerano il bene pubblico come cosa loro, da rispettare, tutelare e valorizzare.
Basti pensare allo stato di abbandono e di incuria del verde pubblico, dei beni demaniali come le rare spiagge pubbliche,  alla incuria dei sistemi fognari e delle pendici  collinari, alla mancata pulizia dei torrenti che vengono cementificati e che in occasione di piogge violente franano e straripano, uccidono, con costi enormemente superiori a quelli di una corretta manutenzione e prevenzione, fino alla speculazione edilizia che arriva a minacciare siti Patrimonio dell’Umanità. Colpa dei Comuni si dirà e degli Enti preposti alla loro tutela. Vero.Ma non si può sottacere le colpe di coloro che ci si costruiscono la villetta, la casa, con i permessi o abusivamente e che sono lontani anni luce dal fare pressione sui Comuni ed Enti affinché tutelino il territorio e che viceversa premono per costruire, anche dove i rischi dovuti al dissesto idrogeologico sono evidenti, per cui lo fanno a proprio rischio e pericolo, perché privi di senso civico e del rispetto del bene pubblico.
Non voglio scandalizzare o colpevolizzare nessuno, ma a proposito del disastro delle Cinque Terre con i suoi morti, nessun albergatore, nessun ristoratore e neppure i suoi abitanti si sono preoccupati della messa in sicurezza delle colline che avevano alle spalle e alla manutenzione dei  torrenti; erano troppo interessati a fare i soldi con i turisti ed in particolare con quelli americani e russi, fino al punto di imporre pedaggi per percorrere il sentiero che collega i vari paesi: chissà se ora capiranno che quel disastro che li ha colpiti così  tragicamente è anche colpa loro e i suoi costi ora li pagano con gli interessi assieme a tutti noi.
Quello che sto cercando di dire è che alle colpe enormi e alle responsabilità istituzionali e degli Enti preposti alla tutela del territorio e dei beni monumentali, si devono aggiungere anche quelle, certamente minori, dei cittadini che, privi di memoria dei disastri passati, delle loro cause e responsabilità, se ne sono resi complici o per ignoranza o per interesse miope, perché i costi dei disastri li paga chi ne è colpito ma anche i  cittadini tutti, non i partiti né le istituzioni nè gli Enti.
Credo che sia necessaria una sorta di rivoluzione culturale per liberarsi dal berlusconismo che ha amplificato a dismisura, legittimato ed eretto a sistema i difetti del qualunquismo italiano, ha legittimato ed eretto a sistema l’illegalità, la carenza di senso civico e altre caratteristiche deteriori, presenti anche prima dell’avvento del Cav..
Su questa falsariga ,per quanto mi riguarda, non sono molto tenero con la maggioranza dei votanti che si meritano i 45 anni dei governi democristiani e il quasi ventennio berlusconiano, che hanno scelto  e le loro politiche, mentre i governanti fanno coerentemente i loro sporchi  interessi di casta e personali per perpetuare il loro potere. .
Questo nulla toglie ai limiti della sinistra nel presentare programmi chiari, fatti di cose e soluzioni concrete che tutti possano capire e ai limiti anche dei movimenti nell’elaborare i propri programmi fino ad una sintesi riassumibile in punti programmatici chiari e comprensibili, perché è su questo piano che oggi si gioca lo scontro di classe.
Si sa che non è affatto semplice arrivare ad una sintesi perché le problematiche sono complesse e sono tante le anime del movimento e che la sintesi è sempre in itinere, mai definitiva, ma occorre intanto una sintesi adeguata alla situazione attuale, al livello di scontro in atto oggi,in grado di aggregare consenso dei giovani precari e non e degli anziani che non hanno il tempo per partecipare attivamente.
Occorrono quindi momenti di coordinamento periodico tra le diverse espressioni del movimento e in loro assenza occorre promuoverli.
Oltre all’utopia ci vuole la concretezza degli obiettivi e delle proposte
Il referendum sull’acqua come bene pubblico da non privatizzare costituisce un segnale importante, un’inversione di tendenza rispetto al passato, che indica che la società civile sulle questioni del bene pubblico è più avanti dei partiti e che aspetta solo di potere dire la sua su obiettivi e proposte concrete. E’ un risultato che impone di andare avanti e investire la necessità ad esempio di ammodernare la rete idrica perché con quella attuale di fatto l’acqua potabile per lo più  non è bevibile, col timore dell’inquinamento delle falde acquifere e più in generale emerge la necessità di “ imporre” la tutela ambientale e la valorizzazione del bene pubblico ai candidati nelle elezioni locali.
Io penso che la stragrande maggioranza dei cittadini si pronuncerebbe a favore di una Piattaforma Nazionale Unitaria dei Cittadini, espressione delle loro esigenze e proposte e dei movimenti di base, alternativa a quella del pacchetto di misure del governo Monti, tramite raccolta di firme, di referendum e iniziative di legge popolare.
Alcuni punti di una possibile piattaforma sono già emersi, basta specificare come renderli concreti :
-Paghi la crisi chi non ha mai pagato
-Equiparazione delle retribuzioni, delle pensioni e delle liquidazioni dei magistrati, dei funzionari pubblici, dei parlamentari, dei presidenti e dei consiglieri di Regione; riduzione al cinquanta per cento del  numero dei rappresentanti da eleggere, eliminazione retroattiva trentennale dei privilegi accumulati .
-Tetto massimo per le pensioni uguale per tutti i cittadini e delle liquidazioni per i dipendenti pubblici, non coinvolti in episodi di corruzione né di manager risultati manifestamente incapaci
-Lotta all’evasione fiscale, alla esportazione dei capitali all’estero fino a ridurla a livelli fisiologici e alla loro tendenziale eliminazione; detrazione delle spese necessarie al bilancio familiare e per tutte le prestazioni  fatte da liberi professionisti  e artigiani, analogamente ai possessori di partita IVA
- Imposta patrimoniale sui patrimoni immobiliari e finanziari, sulle transazioni finanziarie e sui patrimoni della Chiesa non di culto
-Adeguamento retributivo e delle pensioni dei lavoratori pubblici e privati agli standard europei, a partire dall’innalzamento dei minimi salariali contrattuali, cominciando dal settore pubblico e le imprese che hanno usufruito di finanziamenti pubblici
-Messa all’asta delle frequenze digitali televisive e definizione di un tetto massimo al numero di emittenti nazionali e locali possedute dai privati; misure per impedire la lottizzazione della RAI da parte dei partiti
-Liberalizzazione di tutti gli ordini professionali e non
-Imposizione di limiti ai costi dei servizi pubblici privatizzati, quali ad esempio , Poste, Energia elettrica, Telefonia e Trenitalia , con obbligo di potenziare le tratte per i pendolari e definizione di  standard di qualità ed efficienza dei servizi erogati e nazionalizzazione in caso di inadempienze
-Innalzamento dei livelli di gratuità dei servizi pubblici, garantiti dall’infanzia alla vecchiaia e definizione dei loro standard di qualità e di efficienza; gratuità della Sanità e incompatibilità per i medici tra servizio pubblico e privato
-Stabilizzazione dei dipendenti precari pubblici e privati, con pari diritti a fronte di pari doveri, progressione salariale e di carriera, ammortizzatori sociali e diritto alla pensione sulla base dell’anzianità di servizio, compresa quella maturata come precari
- Salario minimo sociale per tutti i cittadini privi di lavoro
-Innalzamento dell’obbligo scolastico gratuito fino alla maturità
-Diritto alla scuola materna pubblica per tutti i richiedenti
-Tutela della libertà di insegnamento, della collegialità dell’azione didattica e della funzione docente paritaria; no alla gerarchia nel corpo e dell’insegnante prevalente
-Messa in sicurezza degli edifici scolastici
-Diritto di cittadinanza e ai relativi diritti civili e politici per gli immigrati dopo tre anni di permanenza in Italia e per il loro nucleo familiare, cittadinanza immediata per i figli nati in Italia
- Riduzione delle spese militari e disimpegno immediato dall’Afganistan. Rispetto della
Costituzione che <<ripudia la guerra>> e impegno limitato alle sole operazioni umanitarie
-Eliminazione del sovraffollamento nei penitenziari tramite amnistia, depenalizzazione dei reati minori e impiego in attività socialmente utili, alternative alla detenzione
-Aumento delle agevolazioni fiscali per l’utilizzo di fonti alternative di energia ecocompatibili
-Definizione di un piano per l’incremento  e lo sviluppo delle fonti alternative di energia eco compatibili
-Obbligo per i Comuni della raccolta differenziata dei rifiuti e  di contenitori biodegradabili per il confezionamento dei prodotti da parte della grande e piccola distribuzione
- Sanzioni pecuniarie e penali per la mancata tutela del territorio da parte degli Enti preposti
- Abolizione del criterio di emergenza nell’assegnazione degli appalti pubblici, nel rispetto dei requisiti antimafia
- Limitazione dei subappalti nelle opere pubbliche da parte dei vincitori di aste pubbliche obbligatorie e loro responsabilità del rispetto dei diritti sindacali dei lavoratori e della qualità del lavoro fatto, con limiti allo sforamento dei costi e dei tempi di realizzazione,rispetto ai preventivi
- Drastica semplificazione delle norme burocratiche e delle leggi
- Riapertura delle indagini sulle stragi susseguitesi da Piazza Fontana in poi
- Drastica riduzione dei tempi dei procedimenti processuali, per riaffermare il diritto alla giustizia
- Definizione dei criteri di incompatibilità tra incarichi pubblici e privati
Credo che a questi obiettivi di carattere generale, meglio definiti, dovrebbero affiancarsi quelli espressi dai movimenti di base
Su una Piattaforma  occorre organizzare la raccolta di milioni di firme, in entità tale che equivalga ad un pronunciamento dei cittadini, a iniziare dai luoghi di studio, di lavoro e nelle piazze.
Per fare questo occorrono fondi che possono essere reperiti con una Sottoscrizione Nazionale e soprattutto con spettacoli e iniziative culturali, senza escludere possibili donazioni e aste di opere artistiche.
Definire la Piattaforma non è difficile, né complicato se si parte dai problemi attuali e dalle anomalie del “ caso” Italia, da eliminare
Occorre dare voce ai cittadini, alle loro proposte e iniziare la campagna elettorale della società civile, per la rigenerazione dal basso della democrazia.

Antonio Marraccini
ex sessantottino, ex ricercatore,ex militante di LC, ex docente precario, ora pensionato